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“Tutte codeste mie anime, scusate, volevo dire: codesti miei libri.” (L. Pirandello)

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Giulio Cesare Lagalla, un Aristotelico che dialogava con Galilei

«E quindi uscimmo a riveder le stelle». Come Virgilio e Dante per il «pertugio tondo» ascesero dalle viscere della terra a mirar «le cose belle che porta ‘l ciel», così Galilei e Lagalla, dalla vigna di monsignor Malvasia sul colle del Gianicolo, osservarono gli astri attraverso il cannocchiale; certo, ne trassero conclusioni diverse, perché lo scienziato e il professore erano interpreti di visioni differenti: il mondo dei sensi contro il mondo di carta, l’autonomia del pensiero contro l’autorità, il libero sapere contro l’ipse dixit. Questa dialettica di prospettive è il rumore di fondo delle pagine del libro che, sfogliate nelle relative coordinate storiche, scientifiche e letterarie, sono finalizzate a delineare l’esperienza umana e speculativa di Giulio Cesare Lagalla, medico, professore di logica e filosofia, autore di opere che figuravano nella biblioteca personale di Galilei e il cui nome è legato anche ad un cratere lunare ed alla causa di beatificazione di San Luigi Gonzaga.

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La dea di Morgantina, il ritorno della madre terra

E’ narrazione di un nóstos singolare, del ritorno a casa della dea di Morgantina, di una mitica gemma sganciata dal castone di terra, costretta in mani furtive, peregrina per le botteghe d’oltralpe, esposta oltreoceano per il piacere degli occhi. Ora, dopo aver vagato per il mondo come Demetra a ritrovar la sua Kore, accende il cuore di Sicilia e lo sguardo impenetrabile e la prorompente bellezza delle sue forme seducono i mortali che scalano le creste degli Erei. Attraverso il percorso introspettivo del protagonista Alfeo Rosso, si districa la vicenda della dea di pietra, che sprofonda nel mito che spiega l’archè dell’universo, raggiunge l’età del bronzo e del ferro, si colora di poesia nei versi di Omero ed Ovidio, diviene storia e sbarca il lettore nell’epopea di Ducezio e del sogno d’indipendenza dei siculi, delle guerre del Peloponneso e delle battaglie puniche.

              
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La decima musa del Parnaso

Maria de Cardona, marchesa di Padula, contessa di Avellino e signora di altri feudi, fu mecenate, letterata, rimatrice, cantatrice … Ma chi fu davvero questa signora d’ispanica stirpe imparentata con le grandi famiglie italiche dei Gonzaga, degli Estensi, dei Sanseverino, questa fulgida dama che fece palpitare i cuori di tanti poeti che l’agguagliarono alla Selvaggia di Cino da Pistoia, alla Beatrice di Dante e alla Laura di Petrarca, che allietò e impreziosì, come una pietra preziosa nel suo castone, la parte meridiana di quel regno sul quale il sole mai tramontava … questa signora del cui matrimonio con Francesco d’Este volle occuparsi personalmente persino Carlo V?”

Riconoscimenti:

Vincitore premio letterario Mario Soldati 2012

Vincitore premio letterario Città di Monteverde

Menzione speciale premio letterario Anguillara Sabazia 2012

 

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La Bonifica nella Valle del Tanagro

Dalla quarta di copertina:
Lago e stagni, palude e malaria, crive e fossato, impalizzate e stecconate, litigi e rescritti, uditori e commissari, università e giunte dei lagni, suppliche e reclami, baroni e contestabili, sovrani e vicerè, sindaci e decurioni, eletti ed ufficiali, naturali e sacerdoti, chiavicanti e spondinatori, abusi e guardiani, privilegi e ratizzi … sono le parole che hanno attraversato la bonifica di ieri, quella per mettere d’accordo la terra con l’acqua, e gli uomini con l’ambiente.
Consorzi e comprensori, integralità e integrazione, agricoltura e irrigazione, paesaggio e ambiente, suolo e risorsa idrica, territorio ed ecosistemi, bacini e sussidiarietà, pianificazione e concertazione … sono le parole che declinano la bonifica di oggi e di domani, quella per il governo del territorio, attenta ad una gestione equilibrata e solidaristica delle risorse naturali.
Tra memorie del passato e immaginazioni di futuro, il libro ripercorre, anche con un repertorio di immagini antiche e recenti, le tappe salienti di una lunga vicenda, quella della bonifica nella valle del fiume Tanagro, che ha condizionato lo sviluppo sociale ed economico del territorio.
(La Bonifica nella Valle del Tanagro, di Emilio Sarli, Laveglia&Carlone Editore, maggio 2010)

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Leucothea. Una storia di acque nella Valle del Tanagro

(Plectica editrice, 2006.

Dalla presentazione del libro: “Leucothea era la ninfa del mare che aveva salvato Ulisse quando questi non aveva calcolato tutte le implicazioni del suo progetto. Ogni progetto dell’uomo modifica il progetto della natura e degli altri uomini; bisogna, perciò, rincorrere la domanda fondamentale che ogni progettista deve porsi: è questo un progetto giusto? Questa volta il racconto di chi è responsabile del procedimento amministrativo che accompagna il progetto dal suo nascere fino alla sua realizzazione ci porta dentro il suo cuore e dentro alla sua mente durante il viaggio di un progetto d’ambito, la cattura di acque utili all’irrigazione della valle.
recensioni e segnalazioni: la nuova; l’oca; touring club; guida ai libri.

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La bonifica del Vallo di Diano e il suo consorzio

(Laveglia editore, 2001).

Il saggio ripercorre le tappe salienti della lunga e tormentata storia della bonifica nel Vallo di Diano, anche attraverso l’analisi dei manoscritti conservati negli Archivi di Stato. La seconda parte è dedicata al Consorzio di bonifica, istituzione che dal momento della sua costituzione (1926) ha rappresentato il punto di riferimento per l’azione bonificatrice del comprensorio ed ha garantito la sicurezza idrogeologica del territorio. Il libro si chiude con un’appendice di diritto e di giurisprudenza sulla materia.

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Le parole dell’ambiente

(Boopen editore, 2007).

La quarta di copertina del saggio è: “Le parole dell’ambiente, aria, acqua, suolo, paesaggio, natura, biodiversità, ecosistema, sono le parole della vita, e di ogni forma di vita che viaggia nella fantastica immensità del cosmo. Altre parole, inquinamento, buco nell’ozono, desertificazione, scomparsa di specie, frammentazione di ecosistemi, catastrofi naturali, sono quelle che insidiano l’ambiente e adombrano sinistramente l’orizzonte della biosfera. Allora, è sembrato utile confrontarci con quella pioggia di parole, legate in un modo o in un altro alla questione ambientale, che rincorrono quotidianamente i nostri pensieri e le nostre attività, disseminando ansie, paure, preoccupazioni, ma pure progetti, speranze, diritti, garanzie: per comprendere qualcosa di più dei valori, dei principi, dei processi, degli equilibri, degli obiettivi, dei dilemmi sottesi alla piattezza di taluni termini ed alla facile suggestione di altri”.

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La moresca e la pantera

(Edizioni del Poggio, 2008, ristampa 2009).

La quarta di copertina del racconto è: “Tra le ricorrenti questioni ambientali e territoriali che tormentano la nostra penisola, un singolare clamore sta suscitando la vicenda delle ricerche di gas e petrolio in val di Noto. Sullo sfondo di paesaggi di luce e di mare, e delle suggestioni di nature e culture che impreziosiscono l’isola del sole, s’intreccia la narrazione di storie personali e collettive, di fatti e misfatti che rivelano i fronti di discussione generale oggi più significativi, quali: la difficile scelta delle comunità locali tra la tutela dei valori culturali e ambientali e le opportunità di crescita e di lavoro collegate allo sfruttamento delle risorse naturali; il persistente dibattito nel variegato mondo dell’ambientalismo, che si snoda tra variabili impostazioni fondamentaliste, realiste o possibiliste; le ansietà dell’umanità per l’equilibrio fragile della biosfera e per l’esaurimento delle risorse naturali, alimentari ed energetiche; la faticosa affermazione del diritto all’ambiente delle future comunità viventi, tra percorsi accidentati di crescita economica, di sviluppo sostenibile o durevole, di opzioni zero, di decrescita.
L’antagonismo tra la moresca, simbolo verde della terra del miele e del barocco, e la pantera paradigma del progresso senza limiti e della crescita irrefrenabile, finisce per diventare la metafora delle grandi questioni del nostro tempo sul pianeta che cambia, sugli interessi sociali ed economici contrapposti, sulla diversità dei valori e delle concezioni culturali, sull’informazione e il controllo del sapere”.
Riconoscimenti: Premio internazionale Città di Bellizzi 2009 – 2° posto per la sezione Libri editi/Premio Campania G. Bufalino S. Cipriano D’Aversa 2009 – Menzione d’onore.
Presentazione: Rassegna Nazionale “Ottobre piovono libri” 2009 - Ministero Beni e Attività Culturali-Provincia di Salerno-Caffè letterario il Meridiano.

Recensioni e segnalazioni: il romanziere.com; leggendoescrivendo.it; paginedilibri.com; recensionelibro.it; borgolibrario.it; bookerang.it; libriescrittori.com con intervista all’autore; valloweb.it; dentrosalerno.it; cilentolibri.it; voci dal cilento; cronache del mezzogiorno; unico; al seggio.  

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Precipizi

(CSA Editrice,2010)